Alla base di tutto vi è l’educazione dei consumatori a conoscere il proprio territorio e patrimonio: l’intervento della dottoressa Roberta Garibaldi

A San Sebastian, in Spagna,  l’8 e il 9 Maggio 2017 si è svolto il 3° Summit mondiale sul turismo e la gastronomia. Organizzato dall’ UNWTO, l’organizzazione mondiale che si occupa del coordinamento delle politiche turistiche, l’obiettivo era quello di delineare una strategia comune per tutti i paesi, con le rispettive aree di intervento, l’innovazione dei sistemi di comunicazione e l’organizzazione di eventi.

Il summit si è svolto all’interno del Basque Culinary Center, dove si sono riuniti i rappresentanti di 40 paesi: professori, rappresentanti politici ed associazioni si sono confrontati in due giorni di intenso lavoro, per parlare e discutere sull’organizzazione di un turismo responsabile e sostenibile. Sotto la supervisione di Taleb Rifai, il sotto-segretario dell’UNWTO, il workshop è iniziato con un suo appunto ” In un mondo sempre più omologato, la cosa che più ci distingue è la gastronomia” ed invocando il noto “Act local think global”.

L’Italia 

La professoressa italiana, Roberta Garibaldi, ci ha rappresentato in questa grande reunion di rappresentanti dei paesi provenienti da tutto il mondo. E lo ha fatto in maniera eccellente e con grande successo e condivisione dei suoi scenari futuri e pensieri economici, da tutti i partecipanti al summit. Non si parla delle solite parole buttate lì, ma di casi concreti così come la dottoressa Garibaldi ha presentato: un caso di successo, l’East Lombardy. Infatti nel 2017, la regione Lombardia è stata dichiarata Regione europea nella Gastronomia.

Gli scenari della dottoressa Garibaldi

1 I Millennials, la generazione nata tra gli anni ’80 e inizi 2000, hanno una grande propensione nei confronti delle esperienze enogastronomiche.

2 Il segmento Senior, quello dotato di capacità di spesa e tempo libero, è rivolto a sistemi di prenotazione classica e tradizionale ed in particolare al settore wellness ed alle proposte culturali.

3 La generazione Z, i nati entro il 2010, la generazione del digitale, ha ed avrà la condivisione come metodo naturale di comunicazione durante un viaggio.

4La crescita dei turisti di fede musulmana è nota, quindi è di fondamentale importanza la presenza di una cucina “halal”.

5La crescita del turismo è alta ed in crescita da parte dei paesi emergenti, BRIC, e di conseguenza una maggiore attenzione verso le diverse abitudini culturali ed alimentari.

6Aumento delle cene nelle case private: il cenare insieme a una famiglia locale in un ambiente domestico diventerà un must per il turismo enogastronomico.

È stato un onore essere l’unica partecipante italiana” afferma Roberta Garibaldi. “Lavorare in rete come è stato fatto in Lombardia è stato molto apprezzato e visto come modello virtuoso. Le attività di ricerca implementate sono state molto apprezzate. Privati ed enti pubblici devono avere una visione condivisa per il governo del turismo enogastronomico. Il turismo enogastronomico è un settore in forte crescita, ma per lo sviluppo futuro in ottica sostenibile è necessario sviluppare piani strategici. Ad esempio qui oggi Gustavo Santos, Ministro del Turismo dell’Argentina, e Edmund Bartlett, Ministro del Turismo e dell’Ambiente della Giamaica hanno presentato i rispettivi piani strategici per lo sviluppo di questo turismo. Perché in Italia non abbiamo ancora un piano dedicato?”

L’Italia è un mix di elementi da non poter trascurare ma dover promuovere e comunicare in maniera adeguata e con una strategia ad hoc per i vari segmenti da raggiungere. I capolavori artistici e l’enogastronomia sono sicuramente i pilastri del nostro Paese. In Italia ci sono 42.000 sagre enogastronomiche, eventi unici e da promuovere per valorizzare il binomio cibo-territorio; secondo i dati dell’ UNWTO ci sono 20 milioni di viaggiatori che includono attività enogastronomiche nei loro viaggi e quasi la metà acquistano prodotti tipici locali.

Il mio pensiero

Sarà un discorso scontato il mio, ma da italiana doc, mi sento di dire che l’Italia rappresenta davvero un gioiello ineguagliabile a livello artistico, storico e culturale. Perchè non valorizzarlo? Non parlo solo di grandi città turistiche come Roma, Firenze, Napoli, ma parlo anche dei borghi, i paesi limitrofi e costieri che hanno un’infinità di proposte per il turista straniero ma anche italiano.

Chi di voi si sente di dire che conosce bene il proprio paese?L’Italia? Chi più, chi meno, ha visitato le principali città, ma chi di voi, compresa me, conosce il proprio territorio in tutto e per tutto? Con la giusta promozione turistica legata anche al settore enogastronomico si vanno a creare delle proposte molto interessanti e culturali per tutti i segmenti della popolazione, dai millenials ai senior.

Mancano le disponibilità economiche? Non credo; forse ci sono interessi troppo grandi e al di sopra di noi, che pian piano stanno distruggendo il nostro Bel Paese.